| A cura di Ezio |
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La risoluzione: 1, 2, 3, 4 ed oltre ''Mega Pixel'', 72ppi, 1440dpi ed oltre Tweaking della fotografia digitale
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Carissimi
Amici di AcquaPortal, SALVE ! Eccomi qui a
presentarmi dopo aver deciso di sostenere questa bellissima iniziativa degli amici di
AcquaPortal. Mi chiamo
Ezio ed ho pensato di rendermi utile mettendo a disposizione di tutti le conoscenze di
fotografia e di computers che ho accumulato da quando 30 anni fa ho cominciato a
realizzare i primi incerti scatti. Sono un fotoamatore che si picca di voler fare foto che
comunichino qualcosa, delle sensazioni , dei sentimenti, delle storie. Per sommi
capi, i vantaggi più evidenti sono: - le foto
sono immediatamente disponibili sul PC; - la
qualità delle foto (visualizzata sullo schermo di un PC) è apparentemente uguale a
quella delle foto analogiche; - le foto,
grazie alle caratteristiche degli schermi, sono molto emozionanti per contrasto, colore e
definizione; - si possono
spedire via Internet o si possono pubblicare sul WEB immediatamente dopo averle
realizzate; - la
pellicola digitale (CompactFlash, SmartFlash, Memory Stick ecc.) consente un numero
pressochè infinito di scatti a costo variabile ZERO ! (si può cancellare e
rimemorizzare) L'indirizzo
a cui inviare le Vostre domande e i vostri scatti e': ezio@iname.com
Fra non molto metterò, insieme allo
staff di AcquaPortal, alcuni scatti da noi realizzati.
http://fishgeeks.com/faqs/photog.htm (Link consigliato sulla fotografia - in inglese)
La risoluzione: 1, 2, 3, 4 ed oltre ''Mega Pixel'', 72ppi, 1440dpi ed oltre Con l'avvento del digitale nella fotografia si e' venuta
a creare una gran confusione circa la misurazione della risoluzione. Cio' e' dovuto al fatto che le attivita' riguardanti le
operazioni sulle immagini digitali sono passate dalle mani di pochi eletti ''in camice
bianco'' che operavano nelle tipografie e nei laboratori di stampa ad alta/altissima
qualita' ad una massa di utenti professionali ed amatoriali che si trovano ora a gestire
in prima persona la realizzazione dei prodotti provenienti dalle immagini acquisite
digitalmente o digitalizzate a posteriori. La confusione e' dovuta alla mancanza di uno standard
univoco di misurazione della risoluzione. Infatti, l'unita' di misura della risoluzione cambia a
seconda del mezzo (media) a cui si faccia riferimento. Cosi' l'unita' di misura cambia a seconda del mezzo
usato per la riproduzione dell'immagine digitale. La prima cosa da tener ben in mente, mentre si ragiona
sulla fotografia digitale, e' la differenza intrinseca fra il media digitale e quello
tradizionale o analogico. Il media digitale e' per forza di cose ''discreto''
mentre il media analogico e' di per se' stesso ''continuo''. Cosa significa ''continuo'' ? Significa che la mescola fotosensibile spalmata sulla
pellicola di celluloide, sul film di materiale plastico o anticamente sulla lastra di
vetro, NON E' PER PUNTI, ma e' un insieme continuo che puo' prendere infinite sfumature di
colore e di chiaro/scuro senza soluzione, senza salti, senza separazioni. Sara' il mezzo riproduttivo (la carta fotosensibile) che
riprodurra', in seguito, la corretta resa di toni di luce e di colore nella sua infinita
variabilita' di combinazioni di toni, di intensita' e di colori. I media tecnologici quali: - il rivelatore di immagini CCD (Charge Coupled Device); - il video del computer (screen); - la memoria del computer (Random Access Memory) o della
camera-digitale; NON HANNO ALTRO MODO PER ''VEDERE'' E RIVELARE (colore e
chiaro/scuro) CHE PER PUNTI. La sfida tecnologica, quindi, e' quella di avvicinarsi
il piu' possibile a quanto presente in natura fino a possibilmente eguagliarne i risultati
e cosi' approfittare dei vantaggi inerentemente legati alla tecnologia ed alle sue
realizzazioni. Lo scopo a cui la tecnologia cerca di rispondere e'
quello di rilevare un'immagine con una completezza di informazioni tale da consentirne
l'utilizzo senza apparente perdita di qualita' dovuta al mezzo . Il risultato della fotografia digitale sara' sempre
un'immagine resa come sequenza di codici numerici binari che possono essere copiati in una
esatta replica dell'originale. La qualita' dell'originale, la sua fedelta' di
riproduzione del soggetto, sara' funzione diretta della prima digitalizzazione e quindi
tanto piu' fedele ed approfondita e' la definizione tanto piu' fedele e realistica sara'
la sua riproduzione in analogico. Infatti, alla fine della catena c'e' sempre l'occhio
umano come mezzo di fruizione (di uso) dell'immagine. Sia che l'immagine digitale venga
stampata sia che venga riprodotta dallo schermo di un computer. La regola fondamentale a cui nessuno sfugge e'
estremamente semplice, condensabile nel motto: ''garbage in , garbage out''; ovverosia ''spazzatura
entra spazzatura esce''. In modo piu' esteso si puo' dire che: - poiche' non si possono ri-creare le informazioni che
non esistano sull'immagine digitale originale per migliorare la qualita' dell'immagine si
puo' solo ri-scattare l'immagine con un dispositivo migliore, piu' fedele e dettagliato. Purtroppo tutte le interpolazioni , trucchi , artifici
che si possono usare con gli applicativi di edizione delle immagini non potranno mai
ripristinare la continuita' di colori, di sfumature, di intensita' dell'originale Comunque, e' meglio non preoccuparsi, infatti, al di la'
di ogni verita' tecnica, l'immagine digitale e' fatta per essere usata quindi visualizzata
attraverso un mezzo (media) ed e' qui che deve risultare piacevole, bella, bellissima ...
insomma e' sempre l'occhio umano che decidera' sul risultato della foto, quando riporta in
analogico il contenuto digitale di cui si dispone attraverso il mezzo utilizzato. Ecco allora perche' la prima unita' di misura della
risoluzione in cui ci si imbatte e' quella del video (schermo) attraverso cui le
immagini vengono fruite per mezzo di un computer. Questo e' il mezzo riproduttivo di base quello che
necessariamente tutti devono avere e con cui tutti devono fare i conti. PIXEL Come detto, ogni immagine digitale e' costituita da una
lunga serie di elementi puntuali i.e. PIXEL definiti in termini di luminosita', sfumatura
e saturazione. Una immagine definita ad 1-bit avra' solo 2 possibilita'
di codifica del bit = 1 o 0 e quindi sara' una serie di punti che possono essere solo ed
esclusivamente: o bianchi o neri. La stessa immagine definita a 2-bit consentira' 2 x 2 =
4 diversi punti di colore o tonalita' di bianco/nero. 8 bit consentiranno 256 diverse
definizioni (2 elevato alla 8 da' 256), per 3 colori fondamentali (RGB i.e.
Red/Green/Blue) si avranno immagini definite a 24-bit o 16,7 Milioni di colori(2 elevato
alla 24 = 16,777,216) . Alcuni scanner possono produrre digitalizzazioni RGB a
10x3 = 30 bit o persino 16x3 = 48 bit, ma ordinariamente le visualizzazioni tramite
Photoshop o altri programmi di edizione di immagini le mostreranno a 24 bit nonostante
possano in alcuni casi produrre file definiti fino a 16x3 = 48 bit. 72 ppi Tradizionalmente, la risoluzione del media video/schermo
(screen) e' stata definita in 72 ppi (pixels per inch). Storicamente questa era la definizione degli schermi
colore Apple utilizzati in editoria e conseguentemente e' rimasta come standard (per
difetto di ulteriore definizione cioe' ''default'') definito nelle applicazioni di
edizione delle immagini. 72 ppi significa che per ogni pollice lineare ci saranno
72 pixels definiti in termini di colore, sfumatura e luminosita'. Per il PC solitamente si ha una risoluzione del video di
96 ppi. Gli applicativi come Photoshop hanno come default la
definizione di 72 ppi e visualizzano le immagini sullo schermo a 72 ppi indipendentemente
dalla reale risoluzione dello schermo a disposizione. lpi Lines per inch, e' l'unita' di misura della risoluzione
dei dispositivi (come le stampanti dye sublimation) in grado di riprodurre elementi
lineari (celle) in halftone. Elementi capaci di avere una variazione di colore, una
sfumatura continua. Il numero massimo di elementi halftone per pollice
definisce, in questo caso, la risoluzione dell'immagine. dpi (dots per inch) Questa unita' di misura e' spesso usata e confusa con i
''ppi'' ed in effetti la similarita' delle due unita' di misura e' grande, ma cio' non
deve portare a confondere le idee fino al punto di falsare il giudizio di qualita'
dell'immagine prodotta. In altri termini non ci si deve far ingannare dall'alto
numero di dpi dichiarati (peraltro corretti) dai produttori di questi dispositivi
(soprattutto stampanti) finche' non si abbia ben realizzato le diversita' fra le
differenti unita' di misura e le loro conseguenze sul risultato finale. L'obiettivo e' avere l'immagine riprodotta fedelmente su
di uno specifico mezzo. In ogni caso i ''dots per inch'' si riferiscono al
numero di punti che il dispositivo (di solito una stampante) e' in grado di stampare per
ogni pollice. Si possono avere cosi' dispositivi da 600, 1200, 2400
dpi (come esempio). Comunque questo dice quanti punti si possono stampare e
non il numero di celle half-tone. Ogni cella half-tone sara' composta da piu' punti. CONCLUSIONI La mia opinione e' che la fotografia, analogica o
digitale che sia, e' fatta per essere goduta da chi l'ha realizzata e dal suo target di
pubblico. Ci sono sicuramente i professionisti che necessitano di qualita' atta a essere
riprodotta su media quali riviste, libri ed altre pubblicazioni. A questi si affiancano, da quando e' nata la fotografia,
coloro che fanno della fotografia una forma di espressione della propria creativita',
della propria personalita' e questi sono i foto-amatori. Poi con l'andare degli anni e la conseguente
popolarizzazione di questo mezzo tecnologico ci sono milioni di persone che semplicemente
amano scattare immagini anche solo per ricordare momenti o luoghi che rappresentano
qualcosa per il loro sentire. Per tutti, stare a discutere sull'eccellenza tecnica,
sulla perfezione di riproduzione fine a se stessa, a mio modo di vedere, e' un sofisma. Infatti se la perfezione fosse lo scopo allora si
dovrebbero buttare il 99% delle foto scattate e non si adopererebbero macchine dal formato
contenuto come le 35mm, ma delle perfette macchine a grande formato. Nemmeno le 6x6
basterebbero a soddisfare la voglia di perfezione. Posso garantire che foto in formato A4 riprodotte da
files RGB (360dpi) di 28-30MB possono reggere il confronto con riproduzioni su trasparenti
a largo formato derivanti da files di 200MB. Insomma, anche quando fosse possibile riprodurre un tale
dettaglio sarebbe poi utile in termini di costo/beneficio ? Io sono dell'idea che cio' che conta maggiormente sia
l'impatto creativo e visuale di un'immagine . E' la capacita' dell'immagine di comunicare sensazioni,
idee, bellezza, di raccontare e di descrivere che fa GRANDE una foto, prima di ogni
tecnicismo e di ogni considerazione sul numero di pixels. Il tutto dopo aver fatto salvo il fatto che si possa
riprodurre nel formato che si desidera. _________________________________________ ... continua con alcune considerazioni e note tecniche
sulla riproduzione in stampa delle immagini digitali.
Tweaking della fotografia digitale
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